Ci sono figure nella storia dell’umanità che, dismesse le spoglie terrene, diventano idee che impregnano di sè l’evoluzione del pensiero e ne scolpiscono il divenire nella coscienza collettiva. E’ accaduto a Buddha, a Gesù Cristo a Maometto .. ed è accaduto a Confucio.

Confucio il Santo, Confucio il Saggio, Confucio “megafono dei potenti”, Confucio ispiratore del popolo, Confucio Re Senza Corona.

La sua è una storia antica che affonda le radici nella Cina del 500 a.C. ma la cui eco è arrivata fino a noi attraversando i secoli da oriente ad occidente, tra elogi e detrazioni.

Furono i gesuiti prima e gli illuministi immediatamente dopo a dischiudere all’Europa lo scrigno del sapere confuciano alla fine del 1600. Da allora il processo di mondializzazione del Confucianesimo non si è arrestato fino ad oggi, in un presente che, tra mille dibattiti, continua a ricercare risposte nelle sue parole e nei suoi Dialoghi.

Ma chi è Confucio, cos’ha rappresentato nella storia e, soprattutto che contributo può dare oggi al nostro presente?

Noi, per rispondere a queste domande, approfittiamo della recentissima uscita del libro “Confucio, re senza corona” e della disponibilità e della competenza della sua curatrice, Silvia Pozzi, responsabile della didattica per l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, dottore di ricerca in Civiltà dell’India e dell’Asia Orientale all’Università Ca’Foscari di Venezia e insegnante all’Università Statale e Bicocca di Milano.

“Confucio Re Senza Corona”- Intervista a Silvia Pozzi
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